Felice Marotta  Lefebvre Giuffrè  Officina del Talento  IA & Tradizione  © 2026 Felice Marotta 

Felice Marotta  Lefebvre Giuffrè  Officina del Talento  IA & Tradizione  © 2026 Felice Marotta 

L'IA non è ChatGPT. E il tuo studio lo deve capire prima degli altri.

2026-06-17 12:44

author

IA PROFESSIONALE,

L'IA non è ChatGPT. E il tuo studio lo deve capire prima degli altri.

Quando un professionista sente "intelligenza artificiale", nella testa scatta un'immagine: un chatbot che risponde a domande generiche con un tono ent

Quando un professionista sente "intelligenza artificiale", nella testa scatta un'immagine: un chatbot che risponde a domande generiche con un tono entusiasta e dati spesso inaffidabili.

È un equivoco che sta costando caro a molti studi.

L'IA generica — quella che risponde di tutto su tutto — è uno strumento pensato per il grande pubblico. Funziona con fonti aperte, aggiornante sporadicamente, senza fonti certificate. Per un commercialista, un avvocato, un consulente del lavoro, è come usare Wikipedia per redigere un parere professionale.

L'IA professionale è un'altra cosa.

Parte da banche dati giuridici e fiscali verificate. Si aggiorna in tempo reale su normativa, circolare, giurisprudenza. Cita le fonti. Conoscevo la differenza tra una risposta attendibile e una plausibile.

La distinzione non è tecnica. È professionale.

Chi utilizza uno strumento generico per attività ad alto rischio normativo — una dichiarazione dei redditi, un contratto, un ricorso — si espone a un problema che non è solo di efficienza. È di responsabilità.

Chi sceglie uno strumento costruito per i professionisti, invece, lavora più veloce e con più sicurezza. Non perché l'IA "fa le cose al suo posto". Perché l'IA gli fornisce il contesto normativo aggiornato in secondi, invece che in ore.

Il mercato si sta dividendo in due. Studi che hanno capito questa differenza, e studi che l'hanno ancora davanti.

Felice Marotta • IA e innovazione aziendale